Depurazione acque di scarico

A seconda che lo scarico sia urbano, industriale o zootecnico si attuano diverse fasi di depurazione. Le acque urbane contengono prevalentemente sostanze organiche e vengono pertanto trattate tramite sistemi biologici. Al contrario le acque di scarico industriali hanno una composizione estremamente variabile a seconda del tipo di processo produttivo che non permette l’uso di sistemi di trattamento unificabili, quindi i sistemi di trattamento sono specifici e tengono conto degli elementi tossici e nocivi presenti di volta in volta.

La concentrazione di inquinanti può essere ridotta limitandone la produzione all’origine, sottoponendo il materiale a trattamento preventivo prima di scaricarlo nella rete fognaria o depurando completamente gli scarichi presso lo stesso impianto industriale, recuperando, eventualmente, le sostanze che possono essere reintrodotte nei processi produttivi. Da qualche tempo una maggiore attenzione viene rivolta anche al delicato problema del trattamento e dello smaltimento dei fanghi che si producono nei processi di depurazione. Nei depuratori i liquami passano attraverso tre fasi distinte di trattamento. La prima, detta trattamento primario, comprende una serie di processi fisici o meccanici di rimozione dei detriti più grossolani, di sedimentazione delle particelle in sospensione e di separazione delle sostanze oleose. Nella seconda fase, detta trattamento secondario, si ossida la materia organica dispersa nei liquami per mezzo di fanghi attivi o filtri biologici. La terza fase, il trattamento terziario, ha lo scopo di rimuovere i fertilizzanti per mezzo di processi chimico-fisici, come l’adsorbimento su carbone attivo. In ogni fase vengono prodotte notevoli quantità di fanghi, il cui trattamento e smaltimento assorbe il 25-50% dei costi di impianto e di esercizio di un comune depuratore. [Provincia di Napoli. Sistema Informativo Territoriale]


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