La gestione dei rifiuti

Per gestione dei rifiuti si intende l’insieme delle politiche volte a gestire l’intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, e coinvolgono quindi: la raccolta, il trasporto, il trattamento (riciclaggio o smaltimento) e anche il riutilizzo dei materiali di scarto, solitamente prodotti dall’attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente. Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull’ambiente e la possibilità di recuperare risorse da essi, e la riduzione della produzione di rifiuti stessi. La strategia adottata dall’Unione Europea e recepita in Italia affronta la questione dei rifiuti delineando priorità di azioni all’interno di una logica di gestione integrata del problema. Esse sono:

  • Criteri di priorità, quali lo sviluppo di tecnologie pulite, l’ideazione e messa in commercio di prodotti che non contribuiscano o diano un contributo minimo alla produzione di rifiuti ed all’inquinamento, i miglioramenti tecnologici per eliminare al presenza di sostanze pericolose nei rifiuti, il ruolo attivo delle amministrazioni pubbliche nel riciclaggio dei rifiuti e loro utilizzo come fonte di energia.
  • Prevenzione della produzione di rifiuti tramite una corretta valutazione dell’impatto ambientale di ogni prodotto durante il suo intero ciclo vitale, la disincentivazione, la penalizzazione economica o addirittura il divieto di produrre materiali e manufatti a ciclo di vita molto breve e destinati a diventare rifiuti senza possibilità di riuso, capitolati di appalto che considerino l’abilità nella prevenzione della produzione, la promozione di accordi e programmi sperimentali per prevenire e ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti, l’attuazione della direttiva IPPC.
  • Recupero dei rifiuti, ovvero il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio, la produzione di materia prima secondaria trattando i rifiuti stessi, l’uso dei rifiuti per produrre energia (recupero energetico: ossidazione biologica a freddo, gassificazione, incenerimento).

Pertanto, se il primo livello di attenzione è rivolto alla necessità di prevenire la formazione dei rifiuti e di ridurne la pericolosità, il passaggio successivo riguarda l’esigenza di riutilizzare i prodotti e, se non è possibile il riuso, riciclare i materiali. Infine, solo per quanto riguarda il materiale che non è stato possibile riutilizzare e poi riciclare e il sottovaglio (ovvero la frazione in piccoli pezzi indistinguibili e quindi non riciclabili di rifiuti, che rappresenta circa il 15% del totale), si pongono le due soluzioni del recupero energetico tramite sistemi a freddo o a caldo, come la bio ossidazione (aerobica o anaerobica), la gassificazione, la pirolisi e l’incenerimento oppure l’avvio allo smaltimento in discarica. Dunque anche in una situazione ideale di completo riciclo e recupero vi sarà una percentuale di rifiuti residui da smaltire in discarica o da ossidare per eliminarli e recuperare l’energia. Da un punto di vista ideale il ricorso all’incenerimento e alle discariche indifferenziate dovrebbe essere limitato al minimo indispensabile. La carenza di efficaci politiche integrate di riduzione, riciclo e riuso fanno dello smaltimento in discarica ancora la prima soluzione applicata in Italia ed in altri paesi europei.


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