Energie

La tutela dell’ambiente è ormai una questione globale: il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico e delle acque, spinti dai principali megatrend socioeconomici come l’industrializzazione, l’urbanizzazione e la crescita della popolazione mondiale, sono in continuo incremento.
Se consideriamo inoltre la forte dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili, lo sviluppo delle fonti di energie rinnovabile risulta fondamentale, non solo in ottica di sostenibilità dell’impatto ambientale delle attività antropiche (riduzione delle emissioni di gas serra), ma anche in termini di minimizzazione del rischio di ricadute su competitività del sistema economico e sicurezza nell’approvvigionamento energetico.
Ad oggi, in Italia circa il 16% circa dell’energia energia elettrica generata proviene da fonti rinnovabili (per la grande parte idroelettrica). Il potenziale di sviluppo idroelettrico residuo è però esiguo, dunque ulteriori sviluppi dovranno venire da altre fonti, come il solare fotovoltaico, l’eolico, le biomasse e geotermia.
Definiamo energie rinnovabili tutte quelle che derivano da fonti che possono essere considerate (relativamente, in verità) inesauribili.
Il loro sfruttamento non fa diminuire la loro entità in quanto si rinnovano continuamente.
Si è soliti suddividere le energie rinnovabili in: energia solare, eolica, idroelettrica, geotermica, da biomassa, energia marina… anche se a pensarci bene è dalla prima, proprio dal Sole, che derivano tutte le altre.
Una importante caratteristica delle fonti rinnovabili è che esse presentano impatto ambientale trascurabile, per quanto riguarda il rilascio di inquinanti nell’aria e nell’acqua; inoltre l’impegno di territorio, anche se vasto, è temporaneo e non provoca né effetti irreversibili, né richiede costosi processi di ripristino.
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