Suolo

Texture of dry soil

Per suolo si intende lo strato superficiale che ricopre la crosta terrestre, derivante dall’alterazione di un substrato roccioso, chiamato roccia madre, per azione chimica, fisica e biologica esercitata da tutti gli agenti superficiali e dagli organismi presenti in o su di esso. Esso costituisce un corpo naturale in continua evoluzione: deriva infatti dall’azione congiunta, nel tempo, di vari fattori di formazione (clima, morfologia, litologia ed organismi viventi) ed è il frutto di processi chimici, fisici, biologici che alterano più o meno profondamente la natura originaria del materiale di partenza (roccia, sedimento e residui vegetali). L’azione congiunta di tali processi dà origine alla pedogenesi, il cui risultato visibile è la formazione di strati di suolo con caratteristiche diverse (orizzonti). Il suolo svolge una funzione essenziale ai fini della vita sulla terra in quanto consente la vita dei vegetali, degli animali e dell’uomo, e nello stesso tempo è una risorsa limitata che si distrugge facilmente.

I tipi di degradazione a cui il suolo può sottostare possono essere schematizzati come segue:

- erosione idrica del suolo, ovvero perdita di particelle terrose a seguito del fenomeno d’erosione idrica, determinato dall’interagire dell’aggressività climatica (erosività delle piogge), dell’erodibilità del suolo, della pendenza, della lunghezza del versante, della copertura vegetale e delle pratiche di gestione ambientale;

- erosione eolica del suolo, ovvero asportazione di particelle di suolo ad opera del vento la cui azione è determinata da fattori quali la velocità del vento stesso, il numero dei giorni ventosi durante i quali l’evapotraspirazione è superiore alle precipitazioni, la tessitura e la rugosità del suolo;

- degradazione fisica, ovvero peggioramento della struttura e della permeabilità, che si traduce in un aumento della compattazione del suolo a seguito di passaggi di mezzi meccanici pesanti; anche la subsidenza, legata ad opere di drenaggio, può far aumentare la compattazione del terreno;

- degradazione chimica, ovvero perdita totale o parziale della capacità del suolo a produrre biomassa vegetale, come conseguenza della presenza di sostanze che modifichino la capacità di scambio cationica, il pH e la vita biologica; tipici casi sono quelli offerti dall’impiego di acque reflue, dalle piogge acide e dalla ricaduta di sostanze contenenti metalli pesanti;

- degradazione biologica, ovvero diminuzione di contenuto di materia organica nel suolo a seguito di incendio, o di mancati apporti di letame nel caso delle terre agricole.

L’inquinamento del suolo è un fenomeno di alterazione della composizione chimica naturale del suolo causato dall’attività umana. Esso è un fenomeno meno conosciuto, meno evidente ed anche meno studiato rispetto all’inquinamento delle acque e dell’aria. La sua minore notorietà è imputabile a diverse ragioni:

  • l’inquinamento del suolo ha effetti meno immediati sull’uomo rispetto, ad esempio, all’inquinamento atmosferico;
  • l’inquinamento del suolo è meno appariscente rispetto all’inquinamento di un corso d’acqua dovuto a scarichi fognari industriali;
  • il suolo è un ecosistema meno conosciuto e studiato rispetto agli ecosistemi acquatici.

Fra le cause principali dell’inquinamento del suolo si contano: rifiuti non biodegradabili, acque di scarico, prodotti fitosanitari, fertilizzanti, idrocarburi, diossine, metalli pesanti e solventi organici.

Questo tipo di inquinamento porta all’alterazione dell’equilibrio chimico-fisico e biologico del suolo, lo predispone all’erosione e agli smottamenti e può comportare l’ingresso di sostanze dannose nella catena alimentare fino all’uomo. Le sostanze che raggiungono le falde acquifere sotterranee, inoltre, possono danneggiare il loro delicato equilibrio. Le interferenze con queste ultime possono manifestarsi e, di conseguenza, causare alterazioni pericolose nelle acque potabili, e quindi in quelle utilizzabili dall’uomo. I principali effetti dell’inquinamento del suolo sono:

a. Contaminazione globale: dovuta all’immissione nel suolo di sostanze tossiche e persistenti, che possono entrare nelle catene alimentari e dare origine a fenomeni di bioaccumulo.

b. Trasferimento dell’inquinamento dovuto a sostanze tossiche dal suolo alle falde acquifere, con evidenti rischi per la salute umana.

c. Alterazione dell’ecosistema suolo: fondamentalmente perdita di biodiversità, riduzione della fertilità e riduzione del potere autodepurante.

Si definisce sito inquinato un sito che presenta livelli di contaminazione o alterazioni chimiche, fisiche o biologiche del suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee tali da determinare un pericolo per la salute pubblica o per l’ambiente naturale o costruito.

Il rimedio principale all’inquinamento del suolo consiste nell’attuazione di corrette politiche di gestione dei rifiuti sensibili ai risvolti ambientali, nonché nell’emanazione e rispetto di specifiche normative volte alla sostenibilità ambientale e alla tutela dell’ambiente naturale. Il riciclaggio, recupero e reimpiego di materiali quali carta, vetro, plastica, metalli, svolge un ruolo importante nella prevenzione e riduzione a monte del pericolo di inquinamento. Molti prodotti chimici possono essere anch’essi recuperati e riciclati, ovvero smaltiti opportunamente dopo essere stati posti a trattamenti che ne annullano o riducono la pericolosità. L’inquinamento del suolo può essere contrastato col rimboschimento dei territori forestali o mediante procedimenti di bonifica. La porzione di terreno inquinata può essere rimossa tramite escavazione e posta in zona di confinamento in modo che non si abbiano rischi per gli esseri umani o ecosistemi sensibili. Importante è l’affermarsi dei cosiddetti biorimedi, metodiche che sfruttano la digestione microbica di particolari sostanze organiche. [wikipedia]

Normativa nazionale sul suolo e sulle acque


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