Energia dall’acqua
In Italia l’idroelettrico ha rappresentato la base dello sviluppo elettrico del paese e ancora oggi l’energia idroelettrica copre il 15% circa del fabbisogno nazionale.
L’energia idroelettrica si ricava dalla caduta d’acqua attraverso un dislivello, oppure sfruttando la velocità di una corrente d’acqua. E’ quindi una risorsa rinnovabile, disponibile ovunque esista un sufficiente flusso d’acqua costante.
Gli impianti che catturano energia idroelettrica si chiamano “ad acqua fluente” se posizionati sul corso d’acqua; “a bacino” dove l’acqua è raccolta grazie a un’opera di sbarramento o diga; “ad accumulo” quando l’acqua viene portata in quota per mezzo di pompe.
La lunga storia di sfruttamento di questa preziosa risorsa ha permesso la creazione di grossi impianti idroelettrici che, per quanto non emettano sostanze inquinanti durante il loro funzionamento, richiedono comunque la costruzione di opere con un forte impatto ambientale, sulla difesa del suolo e sugli altri utilizzi della risorsa idrica.
La soluzione è rappresentata dagli impianti di mini-hydro, che con potenza fino a 10 MW e minima manutenzione necessaria, garantiscono alti rendimenti di energia idroelettrica a basso impatto ambientale. Il mini-hydro è considerato come uno dei settori di potenziale maggiore sviluppo: a fronte di 2.300 MW installati, gli obiettivi del 2012 prevedono una potenza installata di 3.000 MW. (Fonte lifegate.it)
Che cos’è
E’ in piccolo, quello che si fa con un impianto idroelettrico ma senza costruire una diga: l’acqua che scende fa girare una turbina che genera energia elettrica.
La turbina idraulica è quel dispositivo meccanico che trasforma l’energia potenziale e/o cinetica dell’acqua in energia meccanica, tale energia fa girare un alternatore che la trasforma in energia elettrica.
A cosa serve
A produrre energia elettrica con potenza installata massima di 100 kW.
Se si ha la disponibilità di un corso d’acqua, tali impianti servono a produrre energia sia per utenze isolate (le aree montane difficilmente raggiungibili o non servite della rete nazionale, piccole comunità locali, fattorie o alberghi isolati) che utenze collegate alla rete.
Un altro settore di applicazione è quello del recupero energetico nelle applicazioni idrauliche. Ogni volta che ci si trova di fronte a sistemi di tipo dissipativo, quali punti di controllo o regolazione della portata con presenza di salti (vasche di sconnessione sfioratori e paratoie), è possibile installare una turbina per il recupero energetico della corrente.
Come funziona
Il flusso d’acqua che scende mette in rotazione la turbina producendo energia meccanica; questa energia fa girare un generatore che la trasforma in energia elettrica.
Un impianto micro-idro sfrutta l’energia potenziale posseduta dalla corrente di un corso d’acqua. Per gli impianti di dimensioni molto ridotte (2-3kW), la turbina, che è il componente principale di un impianto, può alloggiare direttamente nel corso d’acqua, mentre per gli impianti di dimensioni più grosse si utilizzano apposite opere civili come canali di adduzione, vasche di carico, condotta forzata ecc., che prelevano parte dell’acqua dalla corrente del corso e dopo che ha attraversato la turbina viene restituita al corso d’acqua in un punto più a valle.
Prerequisiti
Per la realizzazione di un impianto micro-idro si deve disporre di un corso d’acqua con una portata mediamente costante, bisogna conoscere la portata e il salto idraulico di cui si dispone per dimensionare l’impianto.Quanto costa
Il costo varia con la potenza installata e quindi con le relative opere civili da realizzare (opere di presa, canali, vasca di carico e condotta forzata).Per impianti al disotto dei 3 kW si hanno costi per kW installato molto contenuti, mentre per impianti con taglie maggiori i costi aumentano per kW installato, questo è dovuto al costo aggiuntivo delle opere civili da realizzare.
Incentivi economici
Il micro-idro, come tutti gli impianti da fonte rinnovabili di piccola taglia, è soggetto ad una distinzione in base alla soglia di potenza dei 200 kW.
